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	<title>Paolo Guerrieri</title>
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	<description>Mental Coach - Se è realmente ciò che vuoi, sappi che puoi farlo! Sei solo a pochi passi dal realizzarlo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2026 14:54:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Paolo Guerrieri</title>
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		<title>Coaching in Moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[COACHING IN MOTO]]></category>
		<category><![CDATA[mindfullness applicata]]></category>
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					<description><![CDATA[Coaching in Moto: L’Arte di Guidare la Mente tra Libertà e Performance &#8220;In moto si vede molto di più che da ogni altro veicolo: nel modo di muoversi si è in contatto con tutto. Si è nel quadro, non lo si sta più solo guardando.&#8221; – Robert M. Pirsig Molti vivono la motocicletta come un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-4381 aligncenter" src="https://www.paologuerrieri.com/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-11.56.11-750x510.jpeg" alt="La Moto come Metafora di Vita e Business" width="750" height="510" /></strong></p>
<h1><strong>Coaching in Moto: L’Arte di Guidare la Mente tra Libertà e Performance</strong></h1>
<p><i data-path-to-node="5" data-index-in-node="29">&#8220;In moto si vede molto di più che da ogni altro veicolo: nel modo di muoversi si è in contatto con tutto. Si è nel quadro, non lo si sta più solo guardando.&#8221;</i> – Robert M. Pirsig</p>
<p>Molti vivono la motocicletta come un semplice mezzo di trasporto o uno strumento di pura velocità. Tuttavia, chiunque sia mai salito su due ruote sa che la moto è, prima di tutto, uno stato mentale. Il mio approccio al <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="245">Coaching in Moto</b> non riguarda la tecnica di guida — per quella esistono eccellenti istruttori — ma riguarda l&#8217;armonia tra il pilota, il mezzo e la strada. È un percorso dedicato a chi vuole vivere l&#8217;esperienza della moto in totale libertà, sicurezza e consapevolezza.</p>
<h2 data-path-to-node="7"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="0">Oltre le Esperienze Limitanti: Sciogliere le Convinzioni Limitanti</b></h2>
<p data-path-to-node="7">Un incidente o una caduta possono lasciare ferite che non sono visibili sul corpo, ma che si manifestano sotto forma di esitazione, paura o perdita di fiducia. Attraverso il <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="245">Problem Solving Strategico</b>, lavoriamo per sbloccare quelle convinzioni limitanti che impediscono di godersi nuovamente il viaggio.</p>
<ul data-path-to-node="8">
<li>
<p data-path-to-node="8,0,0"><b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="0">Guardare in faccia la paura:</b> Trasformare il ricordo del trauma in una risorsa di prudenza consapevole.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,1,0"><b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="0">Ritrovare il flow:</b> Lavorare sulla fluidità mentale per tornare a curvare con naturalezza, senza il peso del passato.</p>
</li>
</ul>
<h2><strong>La Moto come Metafora di Vita e Business</strong></h2>
<p data-path-to-node="5">Il momento in cui si guida è un’occasione unica di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="51">presenza mentale (MINDFULLNESS APPLICATA)</b>. In sella non puoi essere altrove con i pensieri; devi essere nel &#8220;qui e ora&#8221;. Questo rende l&#8217;esperienza su due ruote il set perfetto per un coaching esperienziale applicabile a ogni ambito della tua vita:</p>
<ul data-path-to-node="6">
<li>
<p data-path-to-node="6,0,0"><b data-path-to-node="6,0,0" data-index-in-node="0">Gestione del Rischio e Decision Making:</b> Il modo in cui imposti una curva difficile o reagisci a un imprevisto riflette come prendi decisioni sotto pressione in azienda.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="6,1,0"><b data-path-to-node="6,1,0" data-index-in-node="0">Equilibrio Dinamico:</b> La moto mantiene la sua stabilità solo se è in movimento. Allo stesso modo, i tuoi progetti personali e professionali hanno bisogno di una spinta costante per non cadere.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="6,2,0"><b data-path-to-node="6,2,0" data-index-in-node="0">Visione e Direzione:</b> In moto, vai dove guardi. Se fissi l&#8217;ostacolo, finirai per colpirlo. Se guardi l&#8217;uscita, la traiettoria si corregge quasi da sola. È la stessa logica che applichiamo per raggiungere i tuoi obiettivi più ambiziosi.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="6,3,0"><b data-path-to-node="6,3,0" data-index-in-node="0">Superare i Blocchi:</b> In seguito a un&#8217;esperienza spiacevole o limitante su strada, lavoriamo per trasformare l&#8217;esitazione in prudenza consapevole, liberando la tua performance e il tuo piacere di guida.</p>
</li>
</ul>
<h2><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Performance e Sicurezza: La Mente è il Primo Freno</b></h2>
<p>A livello sportivo o amatoriale, la performance non nasce dalla forza, ma dalla decontrazione. Un pilota teso è un pilota lento e meno sicuro. Il coaching mira a creare quella calma interiore che permette di percepire la bellezza del paesaggio e la libertà del viaggio, aumentando paradossalmente la sicurezza attiva: una mente serena reagisce meglio e più in fretta.</p>
<h3>Preferiresti continuare a vivere la moto con quel sottile velo di tensione o preferiresti riscoprire la gioia pura di una guida armoniosa e consapevole? Che tu sia un neofita in cerca di sicurezza o un esperto che vuole superare un blocco, la tua prossima rotta può iniziare con una sessione di coaching &#8220;on the road&#8221;.</h3>
<p><a href="https://wa.me/393515369255" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="4,1,0" data-index-in-node="8">CLICCA QUI PER PARLARE DELLA TUA PROSSIMA ROTTA SU WHATSAPP</b> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><b data-path-to-node="15" data-index-in-node="0">Informativa L. 4/2013:</b> Opera come Counsel Coach Professionista ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4. Non si effettuano prestazioni di natura medica, psicologica o terapeutica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il linguaggio vago ed ipnotico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 15:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[counsel coach]]></category>
		<category><![CDATA[ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Milton]]></category>
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					<description><![CDATA[Parlando spesso con clienti, conoscenti e amici riguardo le tecniche di visualizzazione, o di ipnosi senza trance, trovo spesso resistenze e rifiuti sul tema. Questo rifiuto si manifesta solitamente davanti alla parola &#8220;ipnosi&#8221;. Eppure veniamo in contatto con questa tipologia di comunicazione “ipnotica” più di quanto ci possiamo immaginare. Qualche anno fa fui invitato a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando spesso con clienti, conoscenti e amici riguardo le tecniche di visualizzazione, o di ipnosi senza trance, trovo spesso resistenze e rifiuti sul tema.</p>
<p>Questo rifiuto si manifesta solitamente davanti alla parola &#8220;ipnosi&#8221;.</p>
<p>Eppure veniamo in contatto con questa tipologia di comunicazione “ipnotica” più di quanto ci possiamo immaginare.</p>
<p>Qualche anno fa fui invitato a sorpresa (quasi una forma d’inganno) a una serata per “imprenditori” o per chi voleva costruirsi un futuro “imprenditoriale”..</p>
<p>Già in questa vaghezza comunicativa iniziavano i presupposti di suggestionabilità e persuasione.</p>
<p>Una volta arrivato nel luogo dell’evento, iniziarono tutta una serie di azioni e comunicazioni volte a incrementare l’effetto suggestivo e persuasivo, dall’ambiente curato, dall’ostentazione opulenta degli organizzatori e dal numero di persone presenti, non tutti erano clienti, anzi una buona parte era staff che si prestava a cliente.</p>
<p>Lo schema comunicativo iniziava con immagini proiettate a video, ricche di luce con testimonianze vere, EVOCATIVE e quasi inconfutabili sostenute da professori e luminari della scienza, ma sempre e comunque vaghe, non direttamente specifiche a quello che più avanti sarebbe stato presentato ..</p>
<p>Si proseguiva poi con dei comandi semplici (induzioni) che portavano l’attenzione al prodotto che era presente sulla sedia a fianco di ogni partecipante, fino a che in una danza tra immagini, teorie e comandi si arrivava all’esperienza diretta di GRUPPO nel provare il prodotto e vivere la sensazione e il gusto mentre ne venivano decantate le lodi.</p>
<p>Bene nessuno era visivamente in trance, nessuno era in uno stato di zombie o era addormentato, ma il 98% dei partecipanti assaggiò il prodotto e rimase fino alla fine uscendo con 500 € di prodotti in mano.</p>
<p>La pubblicità a cui siamo soggetti ogni giorno sui social, in tv, in queste serate a tema e in molto altro sono un classico esempio di ipnosi senza trance a cui veniamo sottoposti inconsapevolmente e che a volte mirano alla manipolazione anziché alla persuasione e hanno fini non sempre etici.</p>
<p>Se usato eticamente e correttamente, può essere molto efficace in una sessione di counsel coaching e/o di psicoterapia.</p>
<p>Ti invito ad approfondire questo argomento anche per riconoscere questa tipologia di comunicazione e decidere cosi quando è il caso di difenderti e quando invece dare modo che ti venga in aiuto.</p>
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		<title>Non solo Tecnica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 09:24:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[LifeStyle]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[La corretta esecuzione da manuale di una tecnica basta a risolvere il problema? E’ sufficiente per portarci all’obiettivo? Personalmente, dopo il mio primo percorso completo con i vari Master di PNL dal 2013 al 2019, mi era stato detto che ero pronto e che avrei cambiato il mondo.. Ma, nonostante le mie esperienze lavorative, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="ember878" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">La corretta esecuzione da manuale di una tecnica basta a risolvere il problema? E’ sufficiente per portarci all’obiettivo?</p>
<p id="ember879" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Personalmente, dopo il mio primo percorso completo con i vari Master di PNL dal 2013 al 2019, mi era stato detto che ero pronto e che avrei cambiato il mondo.. Ma, nonostante le mie esperienze lavorative, i miei studi e tutta la formazione fatta e sperimentata, percepivo che mancava qualcosa..</p>
<p id="ember880" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">La PNL è un insieme di tecniche, molto efficaci, con una traccia per la posologia.</p>
<p id="ember881" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph"><strong>Nota bene</strong>, la PNL è stata la mia base di partenza e ciò che mi ha sostenuto per anni e che mi ha permesso di intraprendere il mio lavoro da Business Coach e Formatore aziendale.</p>
<p id="ember882" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Oltre alla PNL ho fatto altri percorsi formativi in campo Lean e Six Sigma oltre a quelli in campo sportivo e Universitario.</p>
<p id="ember883" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Al di là dell’esperienza sul campo, che fa la differenza, di tanto in tanto mi ponevo il dubbio su che tecnica usare e se fosse veramente quella corretta.</p>
<p id="ember884" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">(Il fatto di porsi qualche dubbio è per me la base del miglioramento continuo.</p>
<p id="ember885" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">E&#8217; una sorta di sana curiosità che mi spinge a sperimentare e studiare continuamente l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza di ciò che faccio.)</p>
<p id="ember886" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Insomma era necessario sviluppare una grande sensibilità e soggettività per aderire quanto più possibile alle necessità del cliente.</p>
<p id="ember887" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Ogni tecnica va “declinata” a volte alleggerita dalla terminologia complessa.. e quando le tecniche finivano o non erano efficaci? Spesso soffrivo nel non vedere i risultati come li avevo immaginati..</p>
<p id="ember888" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Da un annetto circa ho intrapreso, nell’ottica di miglioramento continuo e di crescita professionale, il percorso triennale di Counsel Coach Strategico (Nardone Group) e mi si è aperto un nuovo mondo.</p>
<p id="ember889" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">L’approccio diventa un metodo, chiaro, diretto e replicabile a cui vengono inserite delle tecniche, ma soprattutto viene trattato e usato l’uso del dialogo strategico come componente base del metodo.</p>
<p id="ember890" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">Se non vi è la sintonizzazione e la gestione della comunicazione con il cliente, se manca la comprensione del funzionamento del suo problema o obiettivo e non lo si inquadra correttamente, il rischio è di lanciare sul cliente tecniche basate sulle intenzioni e non sui risultati.</p>
<p id="ember891" class="ember-view reader-content-blocks__paragraph">
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		<title>Il significato della comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 13:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[feedback]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivo]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[scopo]]></category>
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					<description><![CDATA[‘Il significato della comunicazione non risiede nell’intento ma bensì nel risultato’. Questa frase, breve, dall’apparenza semplice, nasconde numerose verità e rivelazioni oltre a punti di vista differenti. Apre le porte al feedback e al suo utilizzo e accende un faro su chi è veramente responsabile/protagonista nella comunicazione. Ma procediamo per piccoli passi. Fermiamoci un attimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>‘Il significato della comunicazione non risiede nell’intento ma bensì nel risultato’.</p>
<p>Questa frase, breve, dall’apparenza semplice, nasconde numerose verità e rivelazioni oltre a punti di vista differenti.</p>
<p>Apre le porte al <strong>feedback</strong> e al suo utilizzo e accende un faro <em>su chi è veramente responsabile/</em>protagonista nella comunicazione.</p>
<p>Ma procediamo per piccoli passi.</p>
<p>Fermiamoci un attimo a Pensare a come comunichiamo.</p>
<p>Quando parlate con una persona pensate all’intento di ottenere un determinato effetto sul ricevente, senza prendere in considerazione la risposta che potreste ottenere?</p>
<p>Questo tipo di comunicazione riflette un rapporto gerarchico e autoritario.</p>
<p>Rappresenta una comunicazione a 1 direzione e porta in sé un rapporto di causa-effetto.</p>
<p>Lo scopo è solo quello di ottenere qualcosa dal ricevente senza che il mittente del messaggio venga in qualche modo condizionato dalle risposte. In alcuni casi questo tipo di comunicazione è utile e appropriata.</p>
<p>Quando invece uso una comunicazione a 2 direzioni e ascolto il feedback per accertarmi che il mio messaggio sia giunto in modo corretto al mittente e ne valuto il risultato, siamo ufficialmente approdati nella cosiddetta comunicazione efficace! Di conseguenza ho modo di correggere la mia comunicazione fino ad ottenere il risultato voluto.</p>
<p>E quindi? Per ritornare alla frase sopra cosa possiamo fare? Solo il feedback non basta.</p>
<p>Possiamo partire da un <strong>obiettivo</strong> chiaro e specifico riguardo a ciò che vogliamo comunicare.</p>
<p>Possiamo valutare il contesto in cui ci troviamo, la situazione, il momento.</p>
<p>Possiamo valutare la persona con cui ci troviamo a comunicare (spesso pensiamo di usare la stessa chiave per tutte le serrature&#8230;), ognuno di noi ha una <strong>interpretazione della realtà</strong> diversa e ad ogni parola viene associato un significato diverso. A volte sono semplici sfumature, a volte è proprio tutto diverso.</p>
<p>Ad esempio se penso alla parola moto, io potrei pensare ad una moto da pista mentre il mio interlocutore ad una moto da turismo oppure alla sua adolescenza con un bel cinquantino, per qualcun altro un mezzo pericoloso che suscita paura.</p>
<p>Possiamo quindi gestire, calibrare e sintonizzare il contenuto (scegliere le parole giuste) in maniera chiara e comprensibile.</p>
<p>Possiamo gestire il nostro mezzo di comunicazione, la voce e il corpo.</p>
<p>Possiamo cercare di capire le emozioni e le sensazioni che il nostro interlocutore sta vivendo</p>
<p>Possiamo cercare di comprendere quali sono i bisogni del nostro interlocutore.</p>
<p>Vedete come una semplice frase possa racchiude in sé così tanto!</p>
<p>Nel passato ho incontrato persone e professionisti convinti che quando gli altri non capiscono è perché sono stupidi. Forse usavo lo stesso modello e approccio comunicativo con tutti indistintamente e probabilmente si concentrano sull’intento e non sul risultato, <strong>deresponsabilizzandosi</strong>.</p>
<p>Si può cambiare, ci vuole tempo, pazienza e allenamento, ma è possibile.</p>
<p>Si può iniziare da piccoli accorgimenti, già dal cambio di pensiero/approccio.</p>
<p>Diventa un atto di responsabilità.</p>
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		<item>
		<title>Gli stili di apprendimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 13:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[kolb]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[[vc_row][vc_column][vc_column_text]Apprendiamo tutti allo stesso modo? Siamo tutti ugualmente capaci? Conoscere il proprio stile di apprendimento può essere utile, vediamo perché. Spesso quando porto questo test all’evidenza del mio cliente, questo si rivela dapprima scettico, per poi alla fine del lavoro, scoprirne l’utilità durante la sessione di coaching. Secondo la teoria di Kolb l’apprendimento avviene attraverso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Apprendiamo tutti allo stesso modo? Siamo tutti ugualmente capaci?</p>
<p>Conoscere il proprio stile di apprendimento può essere utile, vediamo perché.</p>
<p>Spesso quando porto questo test all’evidenza del mio cliente, questo si rivela dapprima scettico, per poi alla fine del lavoro, scoprirne l’utilità durante la sessione di coaching.</p>
<p>Secondo la teoria di Kolb l’apprendimento avviene attraverso un ciclo, ma dato che l’essere umano ha la tendenza ad adoperare scorciatoie, spesso si finisce per creare una preferenza e quindi da un ciclo ci si trova ad operare verso una modalità.</p>
<p>[/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4137&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se quindi ci trovassimo in una modalità di apprendimento meno performante rispetto alla situazione da apprendere in quel momento, potenzialmente potremmo incontrare più difficoltà.</p>
<p>Due esempi pratici:</p>
<ol>
<li>Una mia cliente, studentessa universitaria, ha scoperto che la sua modalità di apprendimento passava attraverso l’esperienza completa, ma come covertire in esperienza pratica qualcosa di astratto?</li>
</ol>
<p>Grazie a questa consapevolezza, ha imparato a sviluppare strategie e azioni che le permettono di studiare ed apprendere con efficacia ed efficienza.</p>
<ol start="2">
<li>Io stesso mi alleno costantemente a sfruttare e sviluppare il ciclo completo attraverso i 4 stili.</li>
</ol>
<p>Ho scoperto ad esempio che è proprio grazie ai corsi di formazione, l’atto di spiegare agli altri, che completo il mio ciclo di apprendimento.</p>
<p>Senza la fase di pratica/sperimentazione non avevo la piena consapevolezza e comprensione. Con la pratica invece ottengo anche importanti insights.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]</p>
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		<title>La Sintonizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 13:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[empatia]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[sintonia]]></category>
		<category><![CDATA[team building]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando mi viene chiesto di tenere un corso di Team Building o di Leadership, alcuni clienti si aspettano una giornata di gioco, magari nei boschi. Per alcune aziende, il Team Building è vissuto come una giornata premio per i propri dipendenti, di “svago” all’aperto utile a rafforzare i legami e conoscersi meglio. E questo potrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mi viene chiesto di tenere un corso di Team Building o di Leadership, alcuni clienti si aspettano una giornata di gioco, magari nei boschi.</p>
<p>Per alcune aziende, il Team Building è vissuto come una giornata premio per i propri dipendenti, di “svago” all’aperto utile a rafforzare i legami e conoscersi meglio. E questo potrebbe avere anche una certa logica e a volte, in determinate situazioni, potrebbe anche funzionare.</p>
<p>Personalmente credo che per rendere davvero efficace una giornata di Team Building e di sviluppo degli stili di Leadership, sia sì fondamentale il gioco e l’interazione ma solo se supportate dalla teoria e da tecniche applicate.</p>
<p>Credo che per poter giocare correttamente e divertirsi, sia necessario prima conoscere le regole del gioco ed il suo funzionamento e scopo.</p>
<p>Per tale motivo, con i miei clienti, prima di passare alla parte “esperienziale” e di “gioco” vera e propria, tratto uno degli aspetti fondamentali: la comunicazione. Per comunicare è fondamentale “sintonizzarsi” con il proprio interlocutore.</p>
<p>Come posso affidare compiti, guidare, supportare, risolvere conflitti</p>
<ul>
<li>Se prima non ho creato una sintonia con il mio prossimo?</li>
<li>Se prima non ho imparato ad ascoltare?</li>
<li>Se prima non ho imparato a trasmettere un messaggio?</li>
<li>Se prima non ho appreso ad esprimere correttamente il mio punto di vista in modo “assertivo”?</li>
<li>Se prima non ho compreso e gestito le mie sensazioni ed emozioni?</li>
<li>Se prima non ho osservato dal punto di vista dell’interlocutore</li>
</ul>
<p>Bisogna prima acquisire queste capacità e solo dopo si potrà veramente giocare ed apprendere in modo sano e costruttivo all’interno del Team e di conseguenza costruire il Team stesso.</p>
<p>Di pari passo avanzano teoria e sperimentazione. La teoria è necessaria per un corretto svolgimento del gioco, il corretto svolgimento porta ad una esperienza personale positiva, che rafforza a sua volta lo svolgimento di tutto il percorso.</p>
<p>Ed è per questo che in tutti i miei corsi di Team Building e Leadership trovo corretto promuovere una prima parte mirata alla comunicazione e sintonia.</p>
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		<title>Mission, Vision e Valori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 09:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[business coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Insight]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[mission]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[vision]]></category>
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					<description><![CDATA[È dalle basi che amo iniziare i miei corsi di formazione nelle aziende, a prescindere dalla natura del corso o dalla sua declinazione. Le basi per eccellenza su cui porto i miei clienti a lavorare sono: I valori La mission La vision In molti casi queste 3 “categorie” sono chiare e rinvigorirle, non fa certo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È dalle basi che amo iniziare i miei corsi di formazione nelle aziende, a prescindere dalla natura del corso o dalla sua declinazione.</p>
<p>Le basi per eccellenza su cui porto i miei clienti a lavorare sono:</p>
<ul>
<li>I valori</li>
<li>La mission</li>
<li>La vision</li>
</ul>
<p>In molti casi queste 3 “categorie” sono chiare e rinvigorirle, non fa certo male, ma in altri casi sono dimenticate, annebbiate, offuscate e riportarle “in vita” aiuta, riporta energia e motivazione.</p>
<p>Mi è anche capitato il caso in cui almeno 2 di queste categorie fossero sconosciute ai miei clienti. Cambi di gestione, cambi di proprietà, fusioni aziendali possono essere tra le cause involontarie di questo fenomeno. Ad ogni modo, durante il corso i clienti hanno modo di scoprirle, crearle nuovamente, aggiornarle, lì direttamente in prima persona.</p>
<p>Queste 3 Parole, si trovano magari scritte sul sito web aziendale e forse anche da qualche parte in azienda o su qualche brochure ma spesso non sono valorizzate adeguatamente.</p>
<p>Il più delle volte, una volta scritte e dichiarate, non vengono più aggiornate, non sono vissute.</p>
<p>Sì, perché come è vero che una buona Vision si realizza sul lungo termine, la Mission, che rappresenta l’obiettivo, può mutare in base al mercato, e ultimamente stiamo vivendo cambiamenti e mutazioni molto veloci.</p>
<p>Inoltre, si pensa poco a quanto questi 3 concetti possano essere utili per scegliere e motivare il personale e per decidere con quale fornitore o cliente collaborare.</p>
<p>Oppure se non valorizzate, demotivano fortemente il personale, con le conseguenze del caso.</p>
<p>In fin dei conti,<strong> <u>i Valori</u></strong> colorano la nostra attività, ci mostrano cosa è giusto e cosa no e ci aiutano a capire con chi vogliamo collaborare.</p>
<p><strong><u>La Mission</u></strong> è l’obbiettivo che l’azienda vuole raggiungere al cui conseguimento tutti i dipendenti concorrono come obbiettivo comune e condiviso &#8211; uno dei primi ingredienti indispensabili per la creazione di un Team.</p>
<p><strong><u>La Vision</u></strong> è il sogno, l’ambizione, è ciò che l’azienda vuole diventare.</p>
<p>Questi 3 concetti sono una sorta di Business Plan sintetizzato, chiaro e leggibile a tutti.</p>
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